29/06/09

Mamma Mia

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22/06/09

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Preservativi a scuola, scoppia la polemica

Il Vicariato: «iniziativa da deplorare». Il presidente Zingaretti precisa: «Decideranno gli istituti»

ROMA (20 giugno) - I distributori di preservativi nelle scuole di Roma scatenano polemiche e paure. La Chiesa è preoccupata: quella dei distributori «è un’iniziativa da deplorare».
La decisione, votata tre giorni fa dalla Provincia, è nelle due pagine in cui il consiglio provinciale di impegna a «sostenere una corretta informazione sessuale con un programma completo che preveda, oltre all’installazione di distributori automatici di anticoncezionali, campagne di prevenzione e sostegno nella lotta contro il diffondersi dell’Hiv...».

Questo è scritto nella mozione 132 che il presidente della Provincia ha deciso di inviare a tutte le persone che nelle ultime ventiquattr’ore lo hanno criticato.

Nicola Zingaretti non si tira indietro e spiega ancora una volta che al centro della mozione «c’è la salute dei ragazzi». «Quella del Cardinale Vallini - risponde il presidente - è una posizione autorevolissima. E’ giusto e naturale che venga espressa vista la delicatezza del tema. Da parte mia non posso che confermare che il contenuto principale della mozione sia quello di sensibilizzare l’amministrazione a porre l'attenzione sul tema della salute delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, dell'informazione sessuale e della prevenzione dell'Hiv. Come è anche del tutto ovvio, che spetterà agli istituti, e cioè ai docenti, ai genitori e agli studenti, decidere se avvalersi di questa opportunità oppure no». Perché così è spiegato nel testo, anche nel rispetto dell’autonomia delle scuole.

Patrizia Prestipino, assessore provinciale ai Giovani «dice la sua come insegnante: i nostri ragazzi sono disinformati sui pericoli che corrono e, spesso, finiscono per chiedere agli amici oppure si affidano al sentito dire. A scuola, insieme ad informazioni culturali, si dovrebbero acquisire anche corretti stili e modelli di vita». A cominciare da un distributore di anticoncezionali.

Indignato il vescovo ausiliare di Roma e rettore della Pontificia Università Lateranense, Rino Fisichella: «A Roma le scuole crollano, non funziona nulla e chi è responsabile di questo si preoccupa di mettere scatolette di condom nelle scuole».

E il coordinatore del gruppo federato della Sinistra e primo firmatario del documento, Gianluca Peciola, lancia un appello alle scuole a «segnalare al più presto la loro disponibilità. Già a settembre - dice - andremo negli istituti superiori a spiegare gli obiettivi della mozione, la possibilità di inserire interventi di sensibilizzazione rivolti ai ragazzi, insieme a quella dei distributori automatici di preservativi». Nella mozione infatti è scritto che una delle fasce più esposta è quella dei giovani.

«La Chiesa non è legittimata a parlare di preservativi dal momento che recentemente si è schierata contro», afferma uno dei responsabili del Comitato Consapevolezza e libertà che ha promosso la distribuzione dei preservativi nelle scuole, Marco Palillo (Sinistra e Libertà).

L'assessore regionale all'Istruzione, Silvia Costa, trova discutibile, «tutto ciò perché se è apprezzabile sostenere progetti per l'educazione dei ragazzi ad una sessualità responsabile, alla prevenzione dell'Aids, è poco opportuna l’installazione dei distributori di profilattici, così si legittima un approccio consumistico ad un tema che coinvolge invece profondamente emotività, responsabilità».

E Federico Iadicicco, consigliere provinciale del Pdl, condivide «la posizione del cardinale Vallini, la mozione è una scorciatoia che tralascia l’educazione delle giovani generazioni».

Waooooo!

Elezioni: piove dentro la scuola, un seggio spostato a Milano!

Un seggio elettorale a Milano è stato chiuso per le abbondanti infiltrazioni di acqua causate dal temporale, che si è abbattuto nel capoluogo lombardo. Il presidente del seggio, allestito in una delle aule dell'istituto comprensivo Madre Teresa di Calcutta in via Largo Anselmo Guerrieri Gonzaga, nel quartiere periferico di Mecenate, dopo aver preso atto dei disagi ha chiesto e ottenuto l'autorizzazione a trasferire le urne in un altro locale della scuola. A parte questo inconveniente le operazioni di voto a Milano si sono svolte con regolarità.

Gelmini

Scuola, l'esercito dei ripetenti
Gelmini: "E' l'istruzione del merito"

Le mancate promozioni spesso sono dovute all'insufficienza in condotta

Scuola, l'esercito dei ripetenti Gelmini: "E' l'istruzione del merito"

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini

Respinti, bocciati, non ammessi. Sconfitti. Migliaia e migliaia. Saranno in molti a ricordarsi l'anno scolastico 2008/2009, anno primo di una nuova era fatta di alunni ripetenti, di 5 in condotta, di scuole senza laboratori e senza fondi, senza ore e senza tempo pieno, ma con licenza di bocciare, con la penna rossa, in nome di rigore, severità, merito. I dati li ha anticipati il ministero dell'Istruzione, dunque sono ufficiali: non ammessi alla maturità il 6% degli studenti, quasi 400mila respinti nelle classi dalla prima alla quarta superiore, e ben 70mila adolescenti bocciati tra la prima e la seconda media, di cui 10mila con il famigerato 5 in condotta.

"Nessuno si compiace per l'aumento delle bocciature, è sempre un dispiacere quando un ragazzo perde l'anno - ha detto ieri tra le contestazioni il ministro Mariastella Gelmini - ma serve una scuola del merito, non una scuola buonista". Replica con ironia amara un prof di Lettere del liceo Mamiani di Roma: "È come se tra i banchi delle scuole italiane si fosse nascosto finora un esercito di ignoranti e di baby teppisti stanati dalla riforma Gelmini...". Critiche, ma anche consensi.

Ma che cosa vuol dire essere bocciati a 12, 14, 16 anni, dover ripetere una classe, ritrovarsi tra i più piccoli? Qual è l'impatto di un 5 in condotta tra i giovanissimi dell'era digitale sottoposti spesso fin dalle classi elementari ad altissime aspettative da parte dei genitori? Se i primi dati saranno confermati saranno oltre 70mila i teenager espulsi nel passaggio tra la prima e la seconda media, di questi circa 10mila a causa del loro comportamento. E di questi una parte consistente è fatta di figli di immigrati, alle prese con le difficoltà della lingua e dell'integrazione, come si vede dai primi scrutini delle scuole medie del Veneto.

20/06/09

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